Benvenuti nella pagina delle novità. Se volete essere aggiornati sulle ultimissime uscite, però, vi conviene visitare la piattaforma di streaming che usate, sputify, apple music, you tube, perchè più o meno ogni dieci giorni pubblico dei singoli, e non sono in elenco nella discografia. Se vi segnate come follower meglio ancora....
Clicca sulla copertina per ascoltare...
La nostra ultima produzione: L'imbroglio sul lenzuolo.L’imbroglio sul lenzuolo era il modo in cui negli anni ’50 e ’60, soprattutto nel Sud Italia, si chiamava il cinema itinerante: film proiettati nelle piazze dei paesi su un semplice lenzuolo steso. Da questa immagine nasce l’album, un omaggio al cinema, alla memoria collettiva e alla musica che ne ha costruito l’immaginario.L’aspetto più intrigante della musica per immagini è che spesso trascende la preparazione culturale dello spettatore, anche chi non è abituato, o mal digerisce stili musicali come la musica sinfonica o jazzistica ne rimane ammaliato e conquistato. Come non pensare alle colonne sonore di Hitchcock, affidate ad Hermann, o alle soundtrack di Clint Eastwood.
L’imbroglio sul lenzuolo è un disco che trasforma il cinema proiettato su un lenzuolo in immagini sonore, restituendo al jazz il suo ruolo di narratore di storie e visioni.
1. Amarcord - Nino Rota
2. Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto - Ennio Morricone
3. Marcia di Esculapio - Piero Piccioni
4. Il valzer della Toppa - Piero Umiliani (Emilia Zamuner voce, Flavio Boltro tromba, Daniele Di Bonaventura Bandoneon))
5. Una vita violenta - Piero Piccioni (Flavio Boltro tromba)
6. La ricotta - Carlo Rustichelli (Riccardo Pittau tromba)
7. Ultimo tango a Parigi - Gato Barbieri (Roman Gomez bandoneon)
8. Casanova - Nino Rota (Roberto Gatto batteria)
9. La valse du Capiton - Daniele Sepe
10. O rugido do leao - Piero Piccioni
Nuova musica in streaming, anzi no!
Clicca sulla copertina per ascoltare!
Nel 1996 Guglielmo Di Zenzo, che aveva creato Manifesto Cd insieme a Michela Gesualdo, incaricò me, Rocco De Rosa e Paolo Fresu di realizzare un album sul tema dell'immigrazione.
Lo chiamammo Trasmigrazioni.
Io scelsi di lavorare sui canti tradizionali delle minoranze arbresh e griche presenti in Italia, a testimonianza di una presenza e un meticciato che da secoli appartiene all'Italia, e non solo l'Italia.
Ero tornato da poco da un viaggio di un mese in Epiro ed ero ancora influenzato da quello che avevo ascoltato la, e negli anni precedenti con Art Ensemble of Soccavo avevo fatto tatnissimi concerti in Puglia, conoscendo tanti musicisti, a partire dai Ghetonia, Cesare Dell'Anna, e ovviamente i ragazzi di Al Darrawish.
Nello studio di Campomaggiore, Potenza, col buon Pasquale Trivigno e il suo aglianico, registrammo parte del materiale.
Con Ghetonia e Al Darawish rileggemo un classico del repertorio salentino, Kali Nifta.
Facemmo un buon lavoro, tanto che in seguito il passaggio al maggiore nella strofa e il tempo al raddoppio nel ritornello sono stati adottati da tutti.
E' una soddisfazione lasciare un impronta nel repertorio tradizionale, a dimostrazione che tradizione è tradimento.
L' anno successivo fui chiamato a dirigere la prima edizione de La notte della Taranta.
La formazione di Kali Nifta è:
Emilia Ottaviano voce (Ghetonia)
Roberto Licci voce (Ghetonia)
Auli Kokko cori
Michele Lobaccaro cori (Al Darawish)
Nabil Ben Salameh bouzouki (Al Darawish)
Rocco Draicchio darbouka (Al Darawish)
Enzo Leone chitarra 12 corde (Al Darawish)
Daniele Sepe flauto, sax soprano, grancazza, piatti
Angelo Pantaleo fisarmonica (Al Darawish)
Nello Giudice basso
Franco Nuzzo tamburo a sonagli (Ghetonia)
Tutti conosceste la storia di Little Big Horn, quando il generale Custer le buscò di brutto da Toro Seduto.
Quanto meno avete visto che so', Soldato Blu o Il Piccolo grande uomo.
Bè, di tutto il settimo cavalleggeri sopravvisse solo un uomo, il trombettiere.
E da dove veniva? DA SALA CONSILINA, SALERNO!!!
Si chiamava Giovanni Martini, un emigrato insomma. E ogni volta che vedete questi baldi soldati blu che cavalzano nelle praterie dovete sempre tenere a mente che erano poveri disgraziati che venivano da tutta europa, Irlanda, Gran Bretagna, Germania, Olanda, Spagna, Francia...e Italia.
Mbè il buon Giovanni era un esperto di fuga, e ha tutto il mio rispetto.
Precedentemente era stato garibaldino, e fu tra i pochi sopravvissuti all'avventura dell'Aspromonte.
Sapete, i neo borbonici che assillano con la richiesta di abbattere le statue di Garibaldi al sud dimenticano od ignorano una cosa: Garibaldi tornò al sud, dopo l'annessione, e tentò invano di fare quello che aveva promesso, dare le terre alla povera gente. Il regio esercito, con quel vigliacco di Nino Bixio, lo affrontò in aspromonte, e fucilò gran parte dei garibaldini che avevano partecipato alla rivolta. Ricordate il Gattopardo?
Garibaldi fu esiliato a Caprera.
Bè, Giovanni riuscì a scappare, e si rifugiò negli Stati Uniti.
Qui entrò nell'esercito e partecipò alle campagne contro i nativi, come trombettiere nel settimo cavalleggeri.
E se volete saperne di più cliccate sulla copertina e ascoltate la canzone.
Cristian Vollaro e Sabba alle voci.
Testo di Shaone, musica del sottoscritto adattata da celebre canzone popolare...
Questo brano l'ho conosciuto da Caterina Bueno, che ho avuto la fortuna di conoscere d apiccolo, a 15 anni, quando suonavo ne 'E Zezi.
E' un brano tradizionale toscano di fine novecento, e parla di emigrazione. Quando i nostri nonni partivano a cercare fortuna con la valigia di cartone. Mezza famiglia di mio padre è sparsa per il mondo.
Ed è la ragione del perchè l'arrangiamento l'ho voluto un po bokassa, le popolazioni inseguono il capitale, quello rubato loro, per tutto il pianeta. Anche oggi.
L'arrangiamento fu creato quando ho fatto un bellissimo laboratorio per il festival curato da Riccardo Tesi, organetto diatonico, Sentieri Acustici, nel lontano 2011 se non sbaglio.
Questa registrazione è stata effettuata durante la lavorazione di Poema 15, che altro non è che il secondo capitolo di Conosci Victor Jara.
Italia bella è stata inserita come bonus nel cd Poema 15, è l'ultimo brano e come spesso accade viene penalizzato negli ascolti, quindi ho deciso di farne un nuovo mix e pubblicarlo come singolo.
La formazione che ci suona è di tutto rispetto, e per l'occasione ho reclutato vecchi amici:
Ginevra Di Marco voce
Emilia Zamuner coro
Franco Giacoia Alessandro Morlando chitarre elettriche
Peter Di Girolamo tastiere (un zawinuliano doc)
Massimo Cecchetti basso elettrico
Antonello Iannotta percussioni
Daniele Chiantese batteria
Io sto ai sax